I genitori dei miei alunni si sono
lasciati coinvolgere credo con convinzione. Già è stato citato il padre che ci
comprava la carta, l'altro padre che ci faceva la lezione dall'uva al vino, il
padre ingegnere che ci guidava a misurare il campo, il padre dipendente del
municipio che ci metteva in contatto con gli amministratori. Col secondo gruppo
mi ha incoraggiato molto un papà che noi, affettuosamente tra noi chiamavamo
“il ragazzo padre”. Era rimasto solo a crescere il figlio, non sappiamo bene
dove e perché la moglie se ne fosse andata. Con loro anche la nonna,
volonterosa, ma molto affaticata. Questo ragazzo-padre veniva sempre agli
incontri, controllava, suggeriva, sollecitava, criticava, polemizzava. Trovava il tempo nonostante gli impegni di
lavoro. Di mestiere faceva un po' di tutto, per esempio manovale o pittore di
interni. Per la classe è stato di stimolo e di aiuto. Era simpatico e
intelligente, oltretutto un bel ragazzo. Il figlio gli somigliava, in
intelligenza, vivacità, allegria e aspetto.
In questo blog vengono messi a disposizione i lavori di due classi elementari di Roma e di una classe gemellata di Reggio Emilia. Nonostante il tempo trascorso, ma grazie alla potenzialità della rete credo che queste esperienze possano non soltanto incuriosire, ma fornire uno spunto al lavoro degli insegnanti. A loro dedico queste pagine. Augurandomi che tra tante polemiche sulla scuola venga riconosciuto il valore dei tantissimi che nell'insegnare mettono tesori di competenza e generosità
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