Se nella vita fuori dalla scuola si
parla il dialetto, è necessario tenerne conto. Ed è anche utile lasciarlo
entrare in classe. Penso che ogni dialetto ha una sua forza espressiva, una sua
musicalità e spesso ha anche i suoi poeti. Se i ragazzi debbono scrivere una
scenetta vera ricorrono spesso alle espressioni dialettali. Scrivono come si
parla, istintivamente. Mi sono sempre meravigliata, da non-romana, della
facilità con cui i ragazzi stessi trovano la soluzione grafica per rendere quei
termini, quelle tonalità, quelle inflessioni.
In questo blog vengono messi a disposizione i lavori di due classi elementari di Roma e di una classe gemellata di Reggio Emilia. Nonostante il tempo trascorso, ma grazie alla potenzialità della rete credo che queste esperienze possano non soltanto incuriosire, ma fornire uno spunto al lavoro degli insegnanti. A loro dedico queste pagine. Augurandomi che tra tante polemiche sulla scuola venga riconosciuto il valore dei tantissimi che nell'insegnare mettono tesori di competenza e generosità
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