In questo blog vengono messi a disposizione i lavori di due classi elementari di Roma e di una classe gemellata di Reggio Emilia. Nonostante il tempo trascorso, ma grazie alla potenzialità della rete credo che queste esperienze possano non soltanto incuriosire, ma fornire uno spunto al lavoro degli insegnanti. A loro dedico queste pagine. Augurandomi che tra tante polemiche sulla scuola venga riconosciuto il valore dei tantissimi che nell'insegnare mettono tesori di competenza e generosità
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mercoledì 6 agosto 2014
Roma di ieri
Quindi anche in quinta, è pubblicato
un fascicolo su “Roma di ieri” con visite alle piazze più importanti: di
Spagna, del Popolo, Piazza San Pietro, Piazza Pasquino e Campo dei Fiori. In
questo modo si incontrano le aree di mercato, i pesi e le misure del XVII e
XVIII secolo, gli antichi mestieri scomparsi o cambiati, le osterie, luoghi di
alloggio e ritrovo, il Tevere con la sua navigazione e gli argini.
Roma nel Medioevo
In quarta classe si va alla ricerca
di “Roma nel Medioevo” con visite alle chiese paleocristiane di San Giorgio al
Velabro, Santa Maria in Cosmedin, Santi Quattro Coronati e San Clemente, con
l'aggiunta di Castel Sant'Angelo, che dà modo di fare un raffronto tra questo e
i castelli reggiani di Canossa e Rossena.
A pag.6 di Roma nel Medioevo c'è un
dialogo registrato a San Giorgio al Velabro tra la Campitelli e i ragazzi. E' un esempio dell'efficacia e della capacità
didattica di questa operatrice verso ragazzi così piccoli, cioè di quarta
elementare.
In cerca di storia
Dall’Australia a Reggio Emilia
Con un altro gruppo classe la
conoscenza della città e della sua storia acquista una più vasta
motivazione. Un vero passo avanti
sostanziale: si devono conquistare delle conoscenze perché si avrà l'occasione,
quasi il dovere di trasmetterle a qualcun altro, che a sua volta ci ripagherà
regalandoci le sue, di conoscenze.
I genitori, i colleghi e fortune varie
I genitori dei miei alunni si sono
lasciati coinvolgere credo con convinzione. Già è stato citato il padre che ci
comprava la carta, l'altro padre che ci faceva la lezione dall'uva al vino, il
padre ingegnere che ci guidava a misurare il campo, il padre dipendente del
municipio che ci metteva in contatto con gli amministratori. Col secondo gruppo
mi ha incoraggiato molto un papà che noi, affettuosamente tra noi chiamavamo
“il ragazzo padre”. Era rimasto solo a crescere il figlio, non sappiamo bene
dove e perché la moglie se ne fosse andata. Con loro anche la nonna,
volonterosa, ma molto affaticata. Questo ragazzo-padre veniva sempre agli
incontri, controllava, suggeriva, sollecitava, criticava, polemizzava. Trovava il tempo nonostante gli impegni di
lavoro. Di mestiere faceva un po' di tutto, per esempio manovale o pittore di
interni. Per la classe è stato di stimolo e di aiuto. Era simpatico e
intelligente, oltretutto un bel ragazzo. Il figlio gli somigliava, in
intelligenza, vivacità, allegria e aspetto.
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