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mercoledì 6 agosto 2014

Roma di ieri

Quindi anche in quinta, è pubblicato un fascicolo su “Roma di ieri” con visite alle piazze più importanti: di Spagna, del Popolo, Piazza San Pietro, Piazza Pasquino e Campo dei Fiori. In questo modo si incontrano le aree di mercato, i pesi e le misure del XVII e XVIII secolo, gli antichi mestieri scomparsi o cambiati, le osterie, luoghi di alloggio e ritrovo, il Tevere con la sua navigazione e gli argini.

Roma nel Medioevo


In quarta classe si va alla ricerca di “Roma nel Medioevo” con visite alle chiese paleocristiane di San Giorgio al Velabro, Santa Maria in Cosmedin, Santi Quattro Coronati e San Clemente, con l'aggiunta di Castel Sant'Angelo, che dà modo di fare un raffronto tra questo e i castelli reggiani di Canossa e Rossena.
A pag.6 di Roma nel Medioevo c'è un dialogo registrato a San Giorgio al Velabro tra la Campitelli e i ragazzi.  E' un esempio dell'efficacia e della capacità didattica di questa operatrice verso ragazzi così piccoli, cioè di quarta elementare.

In cerca di storia


Si intensifica la conoscenza dei beni culturali e storici del territorio e della città. Le conoscenze e le esperienze trovano posto in diverse pubblicazioni speciali. In terza classe escono due fascicoli speciali. Il primo di 12 pagine, “In cerca di storia” del gennaio 1982, su luoghi importanti nel quartiere: Villa Sette Bassi, i cinque acquedotti, Villa delle Vignacce, la via Latina antica, il Monte del Grano, tutti luoghi del periodo dalle origini all'impero.

Dall’Australia a Reggio Emilia

Con un altro gruppo classe la conoscenza della città e della sua storia acquista una più vasta motivazione.  Un vero passo avanti sostanziale: si devono conquistare delle conoscenze perché si avrà l'occasione, quasi il dovere di trasmetterle a qualcun altro, che a sua volta ci ripagherà regalandoci le sue, di conoscenze.

I genitori, i colleghi e fortune varie

I genitori dei miei alunni si sono lasciati coinvolgere credo con convinzione. Già è stato citato il padre che ci comprava la carta, l'altro padre che ci faceva la lezione dall'uva al vino, il padre ingegnere che ci guidava a misurare il campo, il padre dipendente del municipio che ci metteva in contatto con gli amministratori. Col secondo gruppo mi ha incoraggiato molto un papà che noi, affettuosamente tra noi chiamavamo “il ragazzo padre”. Era rimasto solo a crescere il figlio, non sappiamo bene dove e perché la moglie se ne fosse andata. Con loro anche la nonna, volonterosa, ma molto affaticata. Questo ragazzo-padre veniva sempre agli incontri, controllava, suggeriva, sollecitava, criticava, polemizzava.  Trovava il tempo nonostante gli impegni di lavoro. Di mestiere faceva un po' di tutto, per esempio manovale o pittore di interni. Per la classe è stato di stimolo e di aiuto. Era simpatico e intelligente, oltretutto un bel ragazzo. Il figlio gli somigliava, in intelligenza, vivacità, allegria e aspetto.